FIRST CHAPTER

Ho trascorso l’infanzia in mezzo a loro. Sono stati dei compagni costanti e fedeli (insieme alle Barbie, giustamente). Riservavo sempre dei momenti speciali da dedicare a loro, anche se comunque, a quell’età, di tempo libero ne avevo parecchio. Non mi era difficile sistemarmi nella mia poltroncina preferita e immergermi nelle loro storie. Fin dal primo capitolo della mia vita, quindi, ero consapevole che non avrei mai rinunciato a quel confortante passatempo. E ci avevo visto giusto. Ora cerco di immaginare cosa possa significare, per uno scrittore, incidere su carta le prime parole del suo libro. L’inizio di tutto. Una gran bella responsabilità. Da quelle primissime lettere dipende l’intero svolgimento del racconto. Si può descrivere il protagonista, anticipare gli eventi, narrare un particolare fatto, oppure iniziare dalla fine: un percorso a ritroso che non può che incentivare la nostra curiosità. Ho sempre amato le cose à rebours perchè sono, a parer mio, le più stimolanti, ci ammoniscono sul fatto che il nostro passato può dare, spesso, più risposte del presente. Senza nulla togliere al carpe diem. Scrivere il primo capitolo, quindi, è una delle prove più difficili da affrontare ma, come nella vita, una volta superato non ci si arresta più.

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