Francesco D’Isa e il suo romanzo palindromo

E’ lunedì. Un nuovo inizio di settimana. Oppure la fine definitiva di quella precedente. In qualsiasi modo lo si voglia definire, è pur sempre lunedì, e ci si deve risvegliare dal torpore domenicale. Ho sognato anche questa notte, come ogni notte. Che cosa, non saprei dirlo. So solo che quando mi risveglio, la fine di quel sonno è l’inizio della mia giornata reale.

Ad ogni fine, in effetti, deve conseguire un inizio. Migliore o peggiore che sia, rappresenta una nuova partenza. Si può arrivare addirittura a dover ricalcolare tutta un’esistenza, a ribaltare ogni certezza, a ridefinire i confini tra i sogni e le verità nascoste. Eppure siamo sempre noi, soggetti significanti in preda alle più umane paure. E chi può dare significato alle nostre vite se non qualcuno che riesce a comprendere il nostro linguaggio, che si assume la responsabilità di abbattere ogni fraintendimento insito nella comunicazione stessa, che viaggia accanto a noi su una “retta parallela”?

Prendete due vite segnate da un errore accidentale, due mondi immaginari che si scontrano, due realtà che si perdono nel mare delle insicurezze, due identità che scompaiono e ricompaiono, che si cercano e non si trovano, che si avvicinano e non si toccano. E prendete un palindromo.

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Un libro che si apre con Tutti gli inizi andrebbero scritti alla fine e termina con “Tutti gli epiloghi andrebbero scritti all’inizio, non può che rappresentare chiaramente il concetto di “palindromo”. Si arriva alla fine della lettura e si capisce che si potrebbe benissimo rileggere l’intera vicenda a ritroso. Quel punto . che conclude il romanzo non preclude nulla, anzi apre strade infinite. Il nome stesso della protagonista è un palindromo: Anna. 


Anna, in seguito a un fortuito errore durante un’operazione di neurochirurgia, non riesce più a parlare del proprio passato: ogni volta che è chiamata a farlo si esprime con un linguaggio onirico, privo di riferimenti comprensibili. Ezio, brillante neurologo responsabile dell’errore chirurgico, è colpito e amareggiato dalla patologia di Anna. I due si frequentano, si innamorano, ma il mistero della donna persiste, e diventa per il medico un’irrinunciabile ossessione: più si avvicina all’enigma, più questo si nasconde dietro una fitta rete di coincidenze. È Anna a non saper comunicare il proprio passato o è Ezio a non saperlo comprendere? […]


Anna e Ezio, dunque. Anna, in conflitto con il suo passato. Ezio, messo continuamente alla prova. “Le rette parallele” aveva spiegato il professore alla classe attonita “sono due linee che non si parlano, ma sentono scorrere i reciproci pensieri”. Si può essere in simbiosi anche senza bisogno di parlare, o anche quando si usa un linguaggio codificato per rendere comprensibile l’incomprensibile. Un amore folle, una storia che è sempre in bilico tra il detto e il non detto, una ricerca dell’altro che diventa una ricerca di loro stessi. Chi sono io? Chi siamo noi? Ci affanneremo e rincorreremo a fatica una banale vita di coppia, ma lo faremo senza annoiarci, perchè il nostro sentimento si allenerà a non concedersi pause. Ezio le scrive, le scrive spesso. Come Anna, che da tempo va alla ricerca di una conciliazione con un passato troppo doloroso da accettare, anche Ezio cerca la sua catarsi. Parte alla ricerca di una spiegazione, e scrive, e immagina la loro futura vita insieme, e fa i conti con i propri demoni, e scrive, e ha bisogno di lei, e aspetta. Lei lo raggiungerà. “Arrivo e rimango… abbiamo molto da fare, e moltissimo da costruire”. 

Come si rincontreranno?

Francesco D’Isa è un artista visivo di grande impatto – e fama! Dal 2001 ad oggi le sue opere hanno vinto vari premi in Italia ed all’estero e sono state esposte in gallerie d’arte in Europa, USA, Giappone, Russia e Sud America. E come abbiamo visto con il romanzo Anna. Storia di un palindromo, è anche un notevole scrittore: nel 2011 il suo romanzo illustrato, “I.”, viene pubblicato dalla casa editrice Nottetempo (Roma, Italia) e alcuni suoi racconti in antologie di narrativa, come Selezione Naturale (effequ 2013), Toscani Maledetti (Piano B edizioni, 2013).

Non mi rimane che attendere il suo prossimo lavoro, previsto per Giugno, di cui mi ha lasciato una piccola anticipazione: “E’ la storia di due fratelli, lui fa il regista pornografico e lei l’attrice. Ed è ambientato tutto in un grattacielo molto particolare”. Dunque, aspetto i tuoi aggiornamenti!

—> Vi invito a visitare il suo sito


Buon inizio di settimana e buone letture!

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