L’esperimento sociologico di ALESSANDRO MONTANELLI: dal Long Island agli aforismi

E’ venerdì sera, la sera del Long Island.Corretto Jack”, però.

Avreste mai pensato di metaforizzare la vita attraverso la composizione di un cocktail? Ma soprattutto, non un cocktail qualsiasi, bensì proprio il Long Island Iced Tea, che “non perdona: o le dosi sono perfettamente azzeccate o tutto salta. Proprio come accade nella vita: o le varie componenti, le varie esperienze si incastrano tutte perfettamente o non se ne ricava che un’esistenza qualunque”.
Ma Simona, ti sei data al Bartending? Non esattamente. Sebbene trovi questa professione molto affascinante, non fa parte dei miei sogni nel cassetto. Sto semplicemente riportando una teoria che, nonostante il mio scetticismo iniziale, mi ha convinta man mano che procedevo nella lettura di Perfetti da soli, completi insieme di Alessandro Montanelli.

perfetti

“E il Jack? Quello era la variante di Giulio – il protagonista – per garantire il giusto spazio al sapore dolceamaro che la sua vita aveva sempre avuto…”. Il gusto amaro della vita, lo chiama Montanelli durante la prima presentazione del libro a cui ho partecipato – avvenuta il 12 Marzo presso il “Panoramic Restaurant” PIPER a Verona – curiosa di scoprire da dove è nata una storia così particolare, un romanzo che parla della contemporaneità con una sincerità non troppo discreta.
Il target si riferisce alla generazione dei trentenni, è vero, ma io che ne ho 22 posso inserirmi nel contesto del libro senza troppi problemi; basta guardarmi intorno per verificare visivamente ciò che viene descritto nel libro. Ambientazione: la vita notturna. “Volevo giocare con i pregiudizi,” afferma lo scrittore, “raccontare questo mondo in modo originale, sfatando i miti“. Perchè lui, Alessandro Montanelli, questo mondo lo conosce perfettamente. Lo indaga, lo analizza, lo mette in discussione, lo provoca, e cerca di viverlo al massimo attraverso il suo personaggio principale, Giulio. Perfetto da solo, ma non effettivamente completo senza la musica, gli amori, le amicizie.

Siamo come tante gocce su un vetro
in un giorno di pioggia:
alcune stanno ferme fino alla fine,
altre di stare ferme non ci pensano neppure,
ne incontrano altre,
fanno una parte di percorso assieme,
si sfiorano, si toccano,
con percorsi casuali che non puoi capire
dove porteranno
– Chateaubriand

Ah sì, Chateaubriand, lo scrittore francese vissuto tra il Settecento e l’Ottocento che…
Vi fermo subito. Queste non sono parole nate dalla sua mente. No, questa poesia fa parte dell'”esperimento sociologico” che Montanelli ha portato avanti per parecchi mesi, attraverso i social network: “ho creato degli aforismi spacciandoli per opere di autori famosi. Il progetto iniziale era quello di pubblicare una raccolta di frasi su svariati temi, ma poi ho deciso di scrivere una storia”. E così, ecco Perfetti da soli, completi insieme. Ma perchè questo stratagemma? Ce lo spiega attraverso le parole di Giulio: avrebbe inventato delle frasi da spacciare per citazioni, non per sfottere la gente, ma per dimostrare che chiunque può scrivere aforismi che meritino di essere diffusi e condivisi da tutti, perchè ognuno è in grado di provare emozioni e sentimenti elevati […] era l’autocritica di Giulio, che si era calato completamente nell’esperimento, come se fosse l’unico modo per assimilare nel profondo una lezione che altrimenti avrebbe dimenticato. Così, raccogliendo like e commenti, Alessandro/Giulio alias Chateaubriand/Canenero/Andrew Marshall/Martin Loebster/J.Ward Moorehouse, ha cercato di “trovare un filo logico” nelle cose di tutti i giorni, di “portare le persone a riflettere un pò, di toccare loro il cuore, magari anche di infastidirle” attraverso delle ovvietà che, una volta sbattute in faccia, fanno più male di un pugno diretto. 
Questo, a parer mio, è il punto forte del libro di Montanelli. Al di là dei temi che fioriscono dalle sue pagine, al di là della ricerca dell’amore, al di là dell’ambiente della discoteca, al di là dello spritz, al di là della tragedia della morte, mi ha catturato questo suo indagare oltre la superficie, questo suo presentare il bianco e il nero di ogni situazione, questa sua voglia di riscattare un mondo che è eccessivamente pieno di pregiudizi.

Mi azzardo ad asserire, quindi, che Alessandro Montanelli è, prima che uno scrittore, un osservatore del mondo.

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Ne approfitto anche per informarvi che è partito il —> TOUR <— del libro: giovedì 16 Aprile l’autore sarà a Roma presso il N’importe Quoi Libreria caffè. 

E un’altra chicca: ANTICIPAZIONE del prossimo libro! I protagonisti saranno una ballerina e un cantante alle prese con il mondo dello spettacolo.
Sogni, ambizioni, passione.


E faccio i complimenti a:

Elisa Marai: Make-Up E Style
Hawk Studio: Photo

per la realizzazione della copertina!

Great job! 🙂


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