DESIGNERS’ VISUAL BOOKS

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“Come progettare un libro che ci possa stupire?”, questo si chiede Mario Piazza, docente al Politecnico di Milano, Facoltà di Design, ed ex presidente dell’Aia, insieme agli studenti del suo corso. Nel workshop di cui ho parlato nell’articolo precedente, ho menzionato dei progetti che alcuni ex studenti del Politecnico hanno ideato nell’intento di dare una risposta visivo/concreta proprio a questa domanda.

Da cosa sono partiti?

– le modalità di lettura del libro cartaceo non possono più essere quelle tradizionali, ma devono stare al passo con la tecnologia;

– gadgetizzare il prodotto libro, con evidenti scopi estetici e non “educativi”, non può essere la soluzione per una buona pubblicizzazione del prodotto stesso;

– la forma del libro può trovare altri strumenti di progettazione, modelli di “restituzione del pensiero” innovativi, influenzati al punto giusto dall’era digitale.

Per trovare soluzioni nuove e accattivanti in grado di riportare in auge la lettura del libro cartaceo, dicevo, gli studenti del Politecnico hanno impiegato mesi e mesi dedicati allo studio del libro, all’analisi delle sue caratteristiche, dei suoi punti forti, delle increspature; un obiettivo più che valido li ha guidati: come trasmetteremo il sapere nel futuro?

Sono partiti da libri pre-esistenti, più o meno conosciuti, dai quali hanno preso vita libri nuovi, tattili, visivi. Conosciamo i protagonisti e le loro “opere”:

Tommaso Agostini, Communication Designer Errebicom

LIBRO DI PARTENZA: “Le lettere dello yage”, di William Burroughs e Allen Ginsberg, 1953-1963

TEMATICHE DEL LIBRO: viaggio di ricerca/ tema del doppio/ visioni (lo yage causa allucinazioni e il totale capovolgimento dei sensi)/ flusso continuo

IDEE TRAPELATE: cambiamento di prospettiva/ rappresentare sensazioni in unicum/ dare la possibilità al lettore di sfogliare il libro sia in maniera “tradizionale” che creativa: sia sfogliandolo, sia distendendolo in tutta la sua lunghezza

CONCEPT: formato chiuso 11,5×17 cm/ lunghezza estesa delle pagine: 14,4 m/ narrazione testuale-visiva simultanea: il libro si può ruotare di 360°, mostrando il lato testuale in corrispondenza al lato visivo (luoghi geografici, elementi ultraterreni che riprendono i paesaggi del libro originale)/ per la parte visuale: unione foto-tipografica (su ispirazione di David Carson e Rauschenberg), al fine di togliere funzionalità al testo, rendendolo illeggibile e “sottomesso” all’immagine/ copertina: garantisce curiosità in quanto non dà indizi su quale sia il senso “giusto” per leggere il libro; titolo spezzato a metà (in due copertine) che ci obbliga a voltare il libro, interagendo con le due modalità di lettura testuale-visiva; quarta di copertina divisa a metà dal codice a barre

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Emanuele Bonetti, Fondatore e Designer ParcodiYellowstone

LIBRO DI PARTENZA: “L’uomo nell’Olocene”, di Max Frisch, 1979 (riedizione 2012)

TEMATICHE DEL LIBRO: perdita di memoria/ solitudine/ post-it per fissare le cose importanti/ esistenzialismo

IDEE TRAPELATE: cercare corrispondenza tra linguaggio dello scrittore e aspetti formali/ approccio grafico che rispecchi lo stile di scrittura preciso e “chirurgico” dello scrittore

CONCEPT: 1° PARTE: griglia tipografica molto rigida/ illustrazioni grafiche astratte (quadretti) come segnali di disturbo che hanno lo scopo di rompere la narrazione (rimandano ai vuoti di memoria del protagonista e ai foglietti che appendeva alle pareti)/ 2° PARTE: pagina totalmente rossa nel mezzo: coincide con il punto di rottura del racconto, in cui il protagonista ha una sorta di attacco epilettico/ scrittura molto frammentata, disomogenea/ griglia tipografica discontinua, al fine di influenzare la percezione che il lettore ha durante la lettura/ copertina: dispiegata, crea un  poster con un’illustrazione che ritrae fisicamente la “mente” del protagonista e la forma della montagna che osservava tutti i giorni

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Giacomo Traldi, Designer Edizioni San Paolo

LIBRO DI PARTENZA: “Il sistema riproduttivo”, di John T. Sladek, 1968

TEMATICHE DEL LIBRO: fantascienza “atipica”/ esperimento/ sistemi automatizzati in grado di riprodursi da soli/ umanità in pericolo

IDEE TRAPELATE: geometrie riproduttive: spirograph/ dare l’idea di un libro “riproduttivo”/ puntare sul tema della nascita

CONCEPT: testo e immagini separati completamente/ ogni singola pagina si distende in più moduli che danno vita a rappresentazioni raffiguranti la “nascita”/ i modi differenti in cui si può aprire il libro originano forme sempre diverse, inaspettate, imprevedibili

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Un workshop stimolante. Mi ha fatto capire che è proprio dalla forma e dalla struttura dei libri stessi che si può partire per riformulare nuove modalità di lettura che coinvolgano tutti i sensi e che sappiano stupire il lettore. Bisogna interagire con loro, saperne carpire l’essenza strutturale, immergersi nei loro labirinti e scovarne la giusta chiave di lettura. Che poi, non è universalmente giusta, ognuno deve trovare la sua. Non voglio essere di parte e svelare quale progetto mi è piaciuto di più, perchè in ognuno bisogna trovare l’ispirazione per andare oltre la realtà testuale, lasciandosi abbandonare dalle percezioni che, a primo impatto, questi libri visuali ti infondono. E sono comunque libri che terrei tutti sulla mia scrivania. Complimenti a tutti!

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